Patrimonio Archivistico

Quasi contemporaneamente alla posa della prima pietra della chiesa si costituì la Nobile Congregazione, con il compito di gestire la costruzione della Consolazione e, soprattutto, i numerosi legati e donazioni ad essa collegati. La congregazione iniziò a produrre tutta la documentazione pertinente sia alla sua attività di carità e di assistenza ai pellegrini, sia alla gestione dei lavori. Questa documentazione costituisce l’archivio della Fabbrica della Consolazione, composto essenzialmente da registri d’amministrazione, registri di entrate e uscite, libri di messe, inventari di beni, lettere e altre carte redatte dai funzionari della Fabbrica durante lo svolgimento delle attività quotidiane.

Le carte venivano conservate in “scansie” poste all’interno dei locali di proprietà dell’ente, anche se non ne conosciamo esattamente la collocazione. L’unico inventario che ci sia pervenuto, redatto da un personaggio operante all’interno della Fabbrica, è quello compilato nel 1805 da Ottaviano Ciccolini, all’epoca rettore dell’istituzione. I pezzi archivistici vi sono descritti, scansia per scansia, in ordine cronologico, dal 1320 al 1804.

Le carte dell’archivio della Fabbrica della Consolazione rimasero di proprietà dell’ente fino al 1860, epoca in cui passò, insieme alle altre opere pie del territorio, sotto l’amministrazione della Congregazione di carità di Todi. Conseguenza di ciò fu che tutta la documentazione fino ad allora prodotta dalle suddette opere pie, fu concentrata presso la sede della Congregazione di carità.

L’archivio rimase nei locali della sede della Congregazione di carità, che ospitò anche l’Ente comunale di assistenza prima e gli Istituti riuniti di beneficenza poi, fino alla fine degli anni Settanta; fu quindi trasferito presso la sacrestia di San Fortunato. Attualmente è conservato nella prestigiosa sede dell’archivio storico comunale, presso l’ex convento di San Fortunato.