Ex Orfanotrofio femminile

Il Palazzo è posto in prossimità dell'ingresso principale del centro storico (Viale della Consolazione) quindi di fronte alle cerchia urbiche della Città di Todi. L'edificio è prevalentemente in pietra e mattoni (è facile notare il riutilizzo di materiali anche antichi, prassi diffusa nella Todi di allora, stante lo stato di miseria e la necessità di risparmiare quanto possibile per destinare gli introiti del patrimonio alle numerose iniziative istituzionali).  All'interno è possibile osservare numerosi elementi architettonici tra cui archi, colonne con capitelli, decorazioni dei portali, degli ingressi e delle ampie finestre. In cima al portale principale di ingresso si può notare il simbolo della carità in favore delle povere orfane (una figura femminile con bambino che porge la mano ad una fanciulla).
Al vigente PRG l'edificio è segnalato come palazzo storico caratterizzato da "emergenza a tipologia speciale con alta valenza storica architettonica e/o storica-testimoniale nel contesto urbano".
Dal punto di vista archeologico l'area in passato è stata sede di ritrovamenti (tra cui alcuni reperti e la strada di epoca romana emersi nell'ambito dei lavori di realizzazione del Centro Servizi al Turista).
L'area su cui insiste il Fabbricato è dotata di ampi parcheggi ed è ben servita (in prossimità vi si attesta il capolinea per le principali destinazioni tuderti).

Cenni Storici

Il Palazzo dell' ex Orfanotrofio femminile sorge ove in antico erano poste le case di proprietà della Fabbrica (o Fabbriceria) della Consolazione usate sia per il ricovero di pellegrini sia come botteghe d'affitto in occasione delle fiere. In principio l'area era di proprietà dell'Opera Pia Conservatorio delle Orfane.  L'Opera Pia (Orfanotrofio Femminile di Todi) ebbe origine nel 1771 per atto di ultima volontà di Lucrezia Melchiorri Astancolle.
Il patrimonio dell'Opera Pia fu incrementato considerevolmente nell'anno 1847 con una donazione del vescovo Francesco Maria Gazzoli.
Scopo primario dell'Opera Pia era quello di dare ricovero, mantenimento ed educazione alle fanciulle orfane e povere del Comune di Todi.
Potevano essere ammesse nell'orfanotrofio ragazze non orfane di qualunque condizione sociale previo pagamento di una retta.
L'Opera Pia di origine molto antica fu amministrata dalla Congregazione di Carità di Todi - istituita nella seconda metà dell'800 (per effetto delle allora vigenti disposizioni normative)-e, dal 1938 circa, dalle Istituzioni Riunite di Beneficenza di Todi (erette per effetto della L. 17.7.1890, n°.6972 - c.d. "Legge Crispi").
Negli anni settanta l'Opera Pia Conservatorio delle Orfane venne riunita (stante la similarità degli scopi e la possibilità di una più razionale gestione) con l'Opera Pia Asilo delle Povere Giovani sempre amministrata dalle locali IRB.
L'attuale struttura è frutto dell'idea progettuale dell'Ing. Michele Bovelli (Podestà di Todi negli anni '40) e fu realizzato dalla ditta Lapattelli e Figli in esecuzione ad una specifica deliberazione dell'Amministrazione della Congregazione di Carità di Todi.
Scopo dei lavori: incrementare il numero dei vani e migliorare le condizioni igieniche delle c.d. "Caselle" (ovvero delle abitazioni di persone, per lo piu' indigenti, prive di "latrine, senza condutture di sciacquai. con pavimenti smattonati. ec... veri fonti di infezioni - Cfr. Città Viva n°.2 marzo/apr 98 - pagg. 36 ss.).
Nell'ottobre 1927 venne ordinato lo sfratto che, a causa delle resistenza degli occupanti, terminò definitivamente nel maggio 1928 con l'intervento della forza pubblica.
Terminato lo sfratto iniziò una lunga diatriba tra la Congregazione, la Soprintendenza ai Monumenti, il Ministero dell'educazione nazionale e la Soprintendenza dell'arte medievale e moderna terminata nel marzo 1930 con l'avvio dei lavori di demolizione delle "caselle".                  A lavori avviati intervennero ancora intimazioni a non procedere e ciò per vari anni (fino al 1945 quando Achille Bertini - sopr. ai monumenti e gallerie dell'Umbria comunicò ad Armando Comez - Ispettore onorario ai monumenti di Todi - la definitiva autorizzazione del Ministero).
Il Palazzo al termine dei lavori è stato utilizzato come sede dell'orfanotrofio femminile (prima ospitato in un'ala dell'ospedale civile in Via Matteotti), poi come sede dell'asilo infantile e anche sede legale ed amministrativa delle Istituzioni Riunite di Beneficenza.
Sulla fiancata a sinistra del portale è possibile notare la lapide con indicato "Via Abdon Menecali Pioniere dell'Aviazione" a memoria delle idee e delle gesta (famoso è il lancio dal Tempio della Consolazione) del noto Saderdote tuderte appossionato per il volo (per cui venne anche scomunicato).                                                                                                                                                     L'immobile è pervenuto all'Ente La Consolazione ETAB per effetto della fusione per incoroporazione delle Opere Pie Amministrate dalle IRB di Todi, disposta dalla Regione Umbria con Det. Dir. 7929 del 6.9.2002. Attualmente l'immobile è locato all'Amministrazione Provinciale di Perugia per uso plesso scolastico (I.T.C.G. Luigi Einaudi).

***

Fonte: Archivio Storico della Città di Todi - Archivio Storico Istituzioni Riunite di Beneficenza.

Galleria di immagini