Gruppo Famiglia

Attività assistenziale per giovani ragazze in difficotà a gestione diretta de “La Consolazione E.T.A.B.”

LA STORIA

Il gruppo famiglia si configura come ultimo modello di attività assistenziale che nasce da due Opere Pie:
· Conservatorio delle Povere Orfane;
· Asilo delle Povere Giovani. Sostenuto anche dal sussidio dotale del Vescovo Francesco Maria Gazzoli. Dal legato testamentario di Antonio Sensini e da altri legati testamentari (Batazzi, Cibo, Siepi).

CONSERVATORIO DELLE POVER ORFANE

Ebbe origine nel 1761 per legato testamentario di Lucrezia Melchiorri Astancolle, ed era retto da un ecclesiastico di nomina vescovile.
Lo scopo assistenziale era: “ricoverare, mantenere ed educare fanciulle povere ed orfane in prevalenza di ambo i genitori fornendo loro l’intero corso di insegnamento e istruendole nei lavori femminili, acconci a formare il principale mezzo di loro sussistenza, nonché educarle in una saggia morale onde riescano ad essere buone madri di famiglia ed ottime cittadine, quindi utili ad esse stesse ed alla società cui vanno restituite all’età di anni 18”.                            L’ingresso nel Conservatorio poteva avvenire compiuto il terzo anno d’età.
La prima sede di tale istituzione era sita  in uno stabile nelle adiacenze della curia vescovile.
Era gestito da una maestra laica e da un' inserviente.
Con decreto di Giocchino Napoleone Pepoli, Regio Commissario Straordinario della Provincia dell’Umbria, che prevedeva la soppressione e l’incameramento da parte dello Stato dei beni delle comunità religiose, opere pie e confraternite, nel 1860 il conservatorio passò al Comune di Todi.
Con successivo regio decreto del 1864 passò alla gestione della Congregazione di Carità.
Nel 1864 possedeva i seguenti beni:
· Podere Vocabolo Orvano – Vasciano;
· Podere Vocabolo Le Piane – Camerata;
· Podere Vocabolo Piano Straniero – Cecanibbi;
· Podere Vocabolo Ilci – Ilci.

Alla fine del 1800 l’Opera Pia acquisì in un pubblico incanto Palazzo Vecchi – Ercolani, a sinistra della scalinata di San fortunato. L’asta era stata indetta da Francesco Vecchi Ercolani proprietario dello stesso per salvare un debito verso l’Opera Pia acquirente non avendo egli onerato i legati testamentari che gravavano sullo stabile.

ASILO DELLE POVERE GIOVANI E SUSSIDIO DOTALE GAZZOLI

Questo asilo venne aperto in Todi il 9.12.1841 per volontà del Canonico Luigi Crispolti, di Don Daniele Ottoni, del Conte Francesco Francisci e di Carlo Benedetti in una piccola casa di via Cesia.
Il 15.12.1841 il Vescovo Francesco Maria Gazzoli emanò il decreto istituivo dell’asilo dotandolo della sede e delle rendite dell’antico convento delle agostiniane detto “della Trinità” (posto all’inizio dell’attuale Via Matteotti), e successivamente alla sua morte lo dotò per legato testamentario di un cospicuo sussidio in denaro. In seguito altri legati testamentari (Sensini, Batazzi, Cibo, Siepi) ne ampliarono le rendite. Aveva come scopo quello di ricoverare, mantenere ed educare le fanciulle povere ed abbandonate fino al compimento del diciottesimo anno di età L’ingresso poteva avvenire al compimento del sesto anno d’età. Era retto da un ecclesiastico di nomina vescovile ed una maestra ed una inserviente  provvedevano all’insegnamento e alla custodia delle giovani.
A seguito del Decreto Vescovile Gazzoli del 1842 sia il Conservatorio delle Povere Orfane che l’Asilo delle Povere Giovani vennero collocati presso il convento della Trinità.
Entrambe le Opere Pie assistevano una ventina di ragazze.
Nel 1860 anche quest’opera Pia venne soppressa e passò al comune di Todi.  Con regio decreto del 1864 fu assegnata alla Congregazione di Carità.
Nel 1864 possedeva i seguenti beni:
· Podere Vocabolo Sobrano – Rosceto;
· Podere Vocabolo Case Basse – Pian di San Martino;
· Podere Vocabolo Stefanine – Torrececcona;
· Podere Vocabolo Busche – Torrececcona;
· Podere Vocabolo Favette – Vasciano;
· Podere Vocabolo Torrericcio – Vasciano;
· Podere Vocabolo Paradiso – Collevalenza;
· Orto in città sottostante Convento della Trinità;
· Casa in città adiacente Monastero della Trinità;
Oltre all’educazione e all’istruzione le ospiti erano indirizzate verso i lavori femminili di cucito, ricamo, maglieria e per un periodo anche la coltivazione dei bachi da seta.
Nel 1868 dalla congregazione di Carità fu approvato il nuovo Statuto – Regolamento delle 2 opere pie, in esso si mantenevano, nella sostanza, scopi fini e patrimonio delle soppresse istituzioni.
Tra il 1864 e il 1870 il Consiglio di amministrazione della Congregazione di Carità compi alcuni tentavi di riunificare in una unica opera pia il Conservatorio delle Povere Orfane e l’Asilo delle Povere Giovani avendo gli stessi fini istituzionali e assistendo le giovani sotto lo stesso tetto. Il tentativo fallì. Il consiglio comunale di Todi rinviò l’esame di quella proposta in attesa di un riordino generale delle opere pie, avvenuto, peraltro soltanto nel 2003.                        Nel 1869 la Congregazione di carità deliberò la vendita del Convento della Trinità esclusa la Chiesa all’amministrazione provinciale di Perugia. La Provincia era interessata all’immobile per collocarvi la caserma dei regi carabinieri avendo scartato l’offerta precedente del “Casone”, sede del Brefotrofio (attuale convento dei Servi di Maria) perché ritenuto troppo grande.
Per tale motivo nel 1870 le 20 giovani assistite dal Conservatorio e dall’asilo presso il Convento della Trinità dove risiedevano vennero trasferite presso l’ex convento dei frati minori di Montesanto divenuto proprietà del Comune a seguito delle soppressioni previste dai decreti Pepoli. Nel 1896 essendo tornato il Convento di Montesanto nella disponibilità dei frati minori le giovani assistite vennero trasferite nelle “caselle” del versante sinistro dell’attuale Via A. Menecali, di fronte al Tempio di Santa Maria della Consolazione.
Le piccole casette una addossata all’altra erano di proprietà dell’opera pia della consolazione. Furono fatti lavori di ripristino grossolani sotto la direzione dell’ingegnere Lami. E’ di questo periodo l’introduzione del pagamento di una retta per chi era in condizioni di poterlo fare. Dopo il trasferimento in questa sede nella burocrazia interna le 2 Opere Pie vennero chiamate Istituti Femminili pur rimanendo bilanci e patrimonio  distinti e separati.
Nel 1902 il personale laico venne sostituito con 3 suore nell’ordine Vincenziano “Figlie della carità” comunemente chiamate “Cappellone”. L’ordine religioso era già presente a Todi presso l’Ospedale ed il Brefotrofio con 6 suore e successivamente dal 1920 anche presso l’Istituto Veralli Cortesi.
Le suore provvedevano sia all’istruzione scolastica sia all’insegnamento di attività di ricamo, cucito e maglieria.
Nel 1908 le ragazze ospitate erano 23. Nel 1910 una ispezione del Ministero degli Interni eccepì il fatto che la suora insegnante non fosse in possesso del diploma per l’insegnamento. Senza quel titolo era precluso l’insegnamento interno.
Il Consiglio di Amministrazione decise di inviare le bambine nelle scuole pubbliche.
La suora insegnante ebbe così più tempo a disposizione e si decise così di aprire un laboratorio di ricamo, cucito e maglieria anche per ragazze esterne che venne avviato nel 1915.
Nel 1925 fu deciso l’ampliamento dello stabile, così come oggi lo vediamo. Il progetto fu affidato all’ ingegnere Montessoro al quale subentrò successivamente l’ingegnere Bovelli il quale nel 1935 lo collaudò.
Sempre nel 1935 furono abbattute le Caselle nella parte destra lungo le mura medievali per rendere il luogo più idoneo a cura della ditta costruttrice dei fratelli Lupattelli.
Nel 1939 l’edifico era completamente trasformato e le ospiti raggiungevano il numero di 45. L’edificio venne chiamato Istituti Femminili c’è da ricordare che nel 1938 anche la congregazione di Carità aveva cambiato nome in Istituzioni Riunite di Beneficienza.
Nel 1943 le ospiti dovettero lasciare lo stabile perché requisito dal comando tedesco e furono ospitate nei locali dell'asilo Infantile adiacente la casa parrocchiale di Santa Maria in Camuccia.
Nel 1945 le ospiti tornarono nella loro sede presso la Consolazione. Nel dopo guerra gli Istituti femminile ebbero notevole espansione di presenza e di attività fino a raggiungere 60 assistite ma agli inizi degli anni 70 del ‘900 il numero delle assistite cominciò a diminuire sensibilmente. Vennero a mancare i presupposti e spesso i requisiti previsti dalle finalità istituzionali delle antiche opere pie. Tale stato di cose era dovuto soprattutto ai mutamenti delle condizioni generali della popolazione ed anche ai mutamenti della legislazione statale sulla pubblica assistenza. Il 30 dicembre 1972 le suore vincenziane a 70 dal loro ingresso lasciarono l’istituto.
Nel 1972-73 il Consiglio di amministrazione decise di trasformare gli Istituti Femminili (Opera pia Conservatorio delle povere orfane ed opera pia Asilo delle Povere Giovani) in Gruppo Famiglia.
Il Consiglio decise di creare una unità assistenziale rivolta alle giovani, per periodi di tempo limitati in stretta collaborazione con l’Unità sanitaria Locale, Il Tribunale dei Minori, I comuni del Comprensorio per accogliere ragazza bisognose di un distacco temporaneo dalla famiglia e dai luoghi di origine dovute a cause complesse vagliate da organi tutori a vari livelli.
Vennero assunte a tal fine una direttrice, 2 assistenti, una cuoca e una guardarobiera. La sede rimane fino al 1974 presso i vecchi locali in via Menecali. Dal 1974 al  1979 la sede fu spostata presso Palazzo Palmucci a destra della scalinata di San Fortunato. Dal 1979 al 1982 la sede fu spostata presso Palazzo Francisci in Via Cesia. Dal 1983 al 1985 la sede fu posta presso Palazzo Vecchi Ercolani a sinistra della scalinata di San Fortunato. Dal 1985 ad oggi di nuovo a Palazzo Francisci in Via Cesia.