Tempio di San Martino a Petroro

Petroro, nel pieno rispetto della tipologia medievale era servito dalla parrocchiale di San Biagio immediatamente al di fuori delle mura castellane, era collocata tra queste ultime due e serviva anche come punto di difesa e di ricovero di una delle più importanti vie di comunicazione per i pellegrini che andavano a Gerusalemme.La Chiesa di San Martino è posta nella Frazione di Petroro lungo la S.P. Duesanti Bastardo, un tempo importantissima via di comunicazione ove avvenivano intensi traffici commerciali.

Ospedali e lebbrosari erano i luoghi di ricovero che i pellegrini incontravano sul loro cammino e qui sono testimoniati anche nelle visite apostoliche e pastorali.

La Chiesa di San Martino è attestata come priorato e canonicato nelle Rationes decimarum dal 1275 in avanti come appartenente a congregazioni benedettine con priore e canonici, ma i ricorrenti stilemi romanici, l’orientamento est-ovest, i catini absidali denunciano chiaramente la loro origine alto medievale.

Semplice nello stile romanico, San Martino conserva l’originaria facciata in cortina di pietra ben levigata con i conci disposte in file regolari. Le feritoie sono originali e pregevole è il portale con lunetta a tutto sesto.

Il Tempio, inserita nel territorio del castello, dipendeva infatti dall’abbazia di Sassovivo insieme con il priorato di San Nicolò de Criptis di Todi la cui fondazione si fa risalire al 1093 e si ha motivo pertanto di credere che di questa fosse coeva. Nel 1505 ebbe la dignità di commenda cardinalizia affidata al Cardinal Riario titolare anche di Sassovivo nipote del papa Giulio II. Anch’essa per legato di Francesco Maria Ridolfi passò nel 1711 all’Opera Pia di Santa Maria della Consolazione di cui tuttora fa parte. Il Benefattore stabiliva per testamento l’onere di celebrare quattro messe in occasione della festa di San Martino.

All’interno del tempio sono presenti ancora i resti dell’affresco raffigurante San Martino di Tours (316 – 397; Vescovo e confessore, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica).

San Martino di Tours viene ricordato l'11 novembre, sebbene questa non sia la data della sua morte, ma quella della sua sepoltura. Questa data è diventata una festa straordinaria in tutto l'Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino. Nel Concilio di Macon era stato deciso che sarebbe stata una festa non lavorativa.

Già nel 1574 è testimoniato uno stato di degrado del Tempio come risulta dalle cronache della visita del Visitatore Apostolico S.E. Vescovo Camaiani.

L'immobile è divenuto di proprietà dell'Opera Pia della Consolazione di Todi (all'epoca amministrata dalal Congregazione di Carità formata da nobili tuderti), grazie ad un importante lascito effettuato da Francesco Maria Ridolfi.

L'Opera Pia della Consolazione ebbe origine nell'anno 1527 e fu costituita con le donazioni dei fedeli che accorrevano a Todi per venerare l’immagine della Augusta Vergine nel tempio eretto su disegno di Bramante Lazzari, insigne architetto di quel tempo. 

Gli scopi iniziali - mantenimento del tempio e ospitalità ai pellegrini - si modificarono con l'andare degli anni.

Da ultimo potevano individuarsi nel mantenimento presso la Scuola Agraria “Ciuffelli” di Todi di sei alunni provenienti da famiglie di agricoltori poveri di Todi, nella erogazione di un modesto contributo alla Scuola Agraria, ma soprattutto nel mantenimento del tempio detto della Consolazione e del culto in esso praticato.

L’immobile completamento crollato negli anni 90 è stato oggetto di un importate opere di recupero direttamente effettuato dalla Soprintendenza monumentale.

Galleria di immagini